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Il sistema dei DRG
I percorsi diagnostici terapeudici ospedalieri
La tecnologia taglia-ricoveri
I vantaggi del "Quasi mercato" a livello UE



Il sistema dei DRG (Diagnosis Related Group)

1. Brevi cenni sull'evoluzione del sistema sanitario nazionale
Nel 1978, con la Legge 833, si assiste alla nascita del Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.) considerato la massima espressione del Welfare State: lo Stato sentiva l'esigenza di garantire la salute a tutti i cittadini italiani, in modo gratuito.
Inoltre con la legge 833 si voleva cercare di dare il massimo coordinamento alle due funzioni di prevenzione sul territorio e di cura negli ospedali che fino a quel momento erano slegate tra di loro: per questo motivo sono state create delle aziende che si occupassero di gestire insieme la cura e la prevenzione.
Tali aziende sono le Unità Sanitarie Locali (U.S.L.) le quali hanno una competenza territoriale propria e cioè il territorio era stato diviso in ambiti territoriali ad ognuno dei quali faceva capo una USL. Nel 1978 il loro numero era circa 650-700.
La forza di questo disegno era lo stretto collegamento tra prevenzione e cura riconoscendo che riuscire a coordinare i due servizi poteva garantire, da un lato, un maggiore grado di tutela nei confronti del cittadino e, dall'altro, un minor ricorso all'ospedale.
Cambia sostanzialmente anche la modalità di finanziamento: si effettua la ripartizione di un fondo costituito a livello nazionale, il Fondo Sanitario Nazionale (F.S.N.), che veniva ripartito fra le regioni secondo una logica di potere: la regione più potente si prendeva la parte più grande del fondo.
Comunque, vi è sempre stato un criterio nella distribuzione del FSN, oltre al potere politico, che è il criterio della Spesa Storica. Questo è un elemento importante da considerare perchè molte delle differenze che esistono tra le regioni in termini di capacità di offrire il servizio sanitario sono state generate proprio da questo criterio, per cui vi è una regione, l'Emilia Romagna, che storicamente si è caratterizzata per offrire tanti servizi e per questo motivo è riuscita ad accaparrarsi sempre la fetta più grande del FSN, in termini relativi rispetto al numero di abitanti.
Questa situazione si è andata consolidando nel tempo e nessuno rispettava l'assegnazione del fondo nel senso che si finiva in "rosso" e si chiedevano altri fondi. Tale meccanismo favoriva regioni forti come l'Emilia Romagna, la quale offriva sempre più servizi a discapito delle regioni più deboli.
Alla legge 833 viene riconosciuto il merito di aver creato un sistema sanitario nazionale ma la critica mossa contro di essa fu che non riusciva a contenere la quantità di risorse necessarie a mandare avanti il sistema stesso. (la Salute veniva vista come una variabile indipendente e le Risorse come una variabile dipendente). Questa situazione ha reso necessario un cambiamento di rotta, scaturito nel D.Lgs. 502 del 1992, perfezionato dal successivo D.Lgs. 517 del 1993.
Con questi due atti normativi è stato definito un riordino del SSN basato sull'introduzione di tre concetti fondamentali:
a. La regionalizzazione: le singole regioni sono libere di strutturare il loro sistema sanitario purchè assicurino il Livello Assistenziale Uniforme;
b. L'aziendalizzazione che ha comportato:
  • Trasformazione delle Unità Sanitarie Locali (USL) in Aziende Sanitarie Locali (ASL);
  • Trasformazione degli ospedali principali in Aziende Ospedaliere;
  • Separazione tra produttori ed acquirenti di assistenza sanitaria. Lo Stato da responsabile ultimo del SSN si trasforma a cliente del SSN (e qui si passa da una logica di Stato del Benessere - che era stata fortemente voluta con la riforma del 1978 - ad una logica di Stato dei Servizi cioè a quello Stato che si occupa soltanto di coordinare i sistemi economici senza gestirli direttamente).
Il sistema di finanziamento a prestazione per gli erogatori di "salute" (il sistema dei DRG) con gli obiettivi di:
  • Considerare i volumi di attività nel finanziamento;
  • Spingere i singoli ospedali alla ricerca dell'efficienza;
  • Correlare la tipologia dei casi clinici al finanziamento.
Con il D.Lgs 229 del 1999, si completa il processo di regionalizzazione con la scomparsa del FSN e con il conferimento alle Regioni di una completa autonomia fiscale e gestionale.

2. Il sistema dei DRG
Il sistema dei DRG è stato sviluppato negli Stati Uniti nel corso degli anni 70 (introdotto operativamente dal 1983) con l'obiettivo di comprendere la causa della continua crescita dei costi per l'assistenza sanitaria attraverso la descrizione di tutti i pazienti ospedalizzati in termini di diagnosi, procedure eseguite, degenza e costi sostenuti.
Da questa analisi si è giunti all'individuazione dei singoli DRG che possono essere definiti come "categorie di ricoveri omogenei per quantità di risorse assorbite nel processo assistenziale" (si tratta di una classificazione isorisorse).
L'Italia ha deciso di replicare la struttura del sistema statunitense ed lo ha introdotto con il D.M. del 14 dicembre 1994 (entrato in vigore dal 1° gennaio 1995).

2.1 La struttura del sistema DRG
Il sistema individua 492 classi di pazienti omogenei raggruppati in 25 Categorie Diagnostiche Principali (MDC = Major Diagnostic Categories) le quali accorpano tutte le diagnosi attribuibili ad un singolo sistema organico o ad un eziologia secondo lo schema seguente:
  • Malattie e disturbi del sistema nervoso
  • Malattie e disturbi dell'occhio
  • Malattie e disturbi dell'orecchio, del naso e della gola
  • Malattie e disturbi dell'apparato respiratorio
  • Malattie e disturbi dell'apparato cardiocircolatorio
  • Malattie e disturbi dell'apparato digerente
  • Malattie e disturbi epatobiliari e del pancreas
  • Malattie e disturbi dell'apparato muscoscheletrico e connettivo
  • Malattie e disturbi della pelle, del sottocutaneo e della mammella
  • Malattie e disturbi endocrini, metabolici e nutrizionali
  • Malattie e disturbi del rene e delle vie urinarie
  • Malattie e disturbi dell'apparato riproduttivo maschile
  • Malattie e disturbi dell'apparato riproduttivo femminile
  • Gravidanza, parto e puerperio
  • Malattie e disturbi del periodo neonatale
  • Malattie e disturbi del sangue e degli organi ematopoietici e del sistema immunitari
  • Malattie e disturbi mieloproliferativi e tumori poco differenziati
  • Malattie infettive e parassitarie (sistematiche)
  • Malattie e disturbi mentali
  • Uso di alcool o farmaci e disturbi mentali organici indotti da alcool o farmaci
  • Traumatismi, avvelenamenti ed effetti tossici dei farmaci
  • Ustioni
  • Fattori influenzanti lo stato di salute ed il ricorso ai servizi sanitari
  • Infezioni da HIV
  • Traumi multipli significativi.
Per poter attribuire ciascun paziente al DRG specifico è necessario utilizzare un software denominato GROUPER il quale elabora alcune delle informazioni contenute nella Scheda di Dimissione Ospedaliera (introdotta con il D.M. del 28 dicembre 1991):
Diagnosi principale (determina l'attribuzione a una delle 25 MDC);
Diagnosi secondarie;
Procedure ed interventi chirurgici;
  • Sesso;
  • Età;
  • Stato alla dimissione;
  • Durata della degenza.
I concetti alla base del sistema DRG sono due:
  • i DRG sono esaustivi e mutuamente esclusivi e questo vuol dire che per ogni ricovero si avrà un solo DRG;
  • i DRG costituiscono dei gruppi omogenei non identici di pazienti e questo implica che la tariffa del DRG rappresenti il costo medio del ricovero (in alcuni casi il costo del ricovero sarà superiore alla tariffa ed in altri casi inferiore).


2.2 La tariffa dei DRG
Il valore di ciascun DRG è dato dal prodotto del peso relativo del DRG per il valore tariffario di base (PNSA = Pagamento Nazionale Standardizzato Aggiustato) stabilito come unità di pagamento.
Il peso relativo è, quindi, l'indice di costo che esprime il grado di costosità relativa del DRG rispetto al costo medio per dimissione espresso dal PNSA.

2.3 Il ruolo delle Regioni
La legge nazionale di istituzione del sistema di pagamento aprestazione prevede che siano le singole Regioni, o le Province Autonome, a stabilire le proprie tariffe per mezzo di una apposita delibera della Giunta Regionale.
Tre sono le modalità di applicazione di tale norma:
Usare le tariffe nazionali: in questo caso per ogni DRG si utilizzerà il valore pubblicato nel decreto ministeriale;
Fissare le tariffe regionali secondo una doppia modalità:
Riducendo/aumentando le tariffe nazionali di una data percentuale;
Utilizzando il sistema dei pesi relativi del decreto ministeriale e fissando un proprio valore del PNSA;
Calcolare le tariffe regionali: in questo caso le Regioni calcolano i propri costi di produzione per ogni DRG su un campione di ospedali rappresentativo della realtà locale.
Le Regioni possono, inoltre, differenziare le tariffe suddividendo i soggetti erogatori in classi a diversa complessità assistenziale. Le Regioni che, attualmente, hanno deliberato a riguardo sono:
  • Piemonte
  • Toscana
  • Lazio
  • Molise
  • Friuli-Venezia-Giulia
  • Emilia-Romagna
  • Puglia
  • Campania
  • Provincia Autonoma di Trento
  • Provincia Autonoma di Bolzano
Le Regioni possono anche prevedere specifici rimborsi, aggiuntivi rispetto alla tariffa DRG, per le endoprotesi. In questo caso devono definire la lista delle endoprotesi rimborsate ed in che misura. Ad oggi le Regioni che hanno previsto una lista di endoprotesi da rimborsare sono:
  • Emilia-Romagna
  • Lombardia
  • Piemonte
  • Toscana
  • Puglia
  • Marche
  • Provincia Autonoma di Bolzano
Infine le Regioni possono prevedere un abbattimento della tariffa DRG in caso di ricovero ripetuto entro un certo arco temporale.
In questo caso le Regioni sono solo tre:
  • Emilia-Romagna
  • Lombardia
  • Piemonte


2.4 I problemi del sistema DRG
Le maggiori critiche al sistema DRG dipendono dalla classificazione ICD-9-CM delle diagnosi e delle procedure perchè risulta essere:
non adeguatamente esaustiva delle procedure e degli interventi utilizzati nella pratica professionale datata nell'identificazione di tecniche di intervento ormai obsolete stilata sulla base della terminologia e degli studi di origine anglosassone inadeguata a rispecchiare la pratica clinica ed organizzativa italiana

2.5 I possibili rischi del sistema DRG
I rischi più frequentemente associati agli incentivi del sistema sono sostanzialmente questi:
Riduzione della durata di degenza per singolo ricovero, con rischio di dimissione intempestiva del paziente;
Aumento del numero dei ricoveri per le categorie di pazienti le cui tariffe sono superiori al costo marginale di produzione, con rischio di aumento dei ricoveri inappropriati;
Selezione, entro ciascun DRG, dei pazienti che presentano costi inferiori alla tariffa stabilita, con rischio di problemi di accessibilità e di caduta di equità del sistema;
Spezzettamento (unbundling) del profilo di cura dei pazienti in una serie di ricoveri separati, ciascuno dei quali è pagato a tariffa piena;
Manipolazione della SDO in modo da determinare l'attribuzione del ricovero ad un DRG con un peso, e quindi una tariffa, superiore a quella reale. Per contrastare questi rischi, dati da comportamenti opportunistici se non fraudolenti, a livello regionale e locale viene istituito un sistema di monitoraggio e di controllo sulla "Qualità e veridicità delle SDO".


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