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I vantaggi del 'Quasi mercato' a livello UE



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I vantaggi del "Quasi mercato" a livello UE



I vantaggi del "QUASI MERCATO" a livello UE

Processi decisionali definiti in base all'impatto finanziario del progresso
(pubblicati sullo SPECIALE DIABIOTECH del Sole 24 ore sanità del 23/29 Gennaio 2001)

I vantaggi del "quasi mercato" a livello UE.
Gli investimenti fatti a livello di azienda sanitaria si confrontano con tetti e vincoli di bilancio calcolando l'effetto delle tecnologie sulla domanda e sull'offerta assistenziale

La tecnologia biomedicale rappresenta sempre più spesso un vero e proprio break through terapeutico, in grado di proporsi come reale alternativa al trattamento convenzionale, sia dal punto di vista clinico, che economico-finanziario. Negli ultimi anni le pubblicazioni relative alla valutazione dell'impatto economico e finanziario che l'adozione di una data tecnologica genera ai diversi livelli del sistema ha giustamente registrato un considerevole impulso. La pressione in tal senso arriva da due parti: dall'industria bio-medicale, che ha tutto l'interesse di dimostrare il proprio contributo in termini di alleggerimento del peso delle patologie, soprattutto croniche, a carico dei Sistemi sanitari; dagli enti deputati all'health technology assessment (hta), interessati a definire l'utilizzo appropriato della tecnologia (quali benefici per quali pazienti), nonchè il suo impatto finanziario. In Francia, Gran Bretagna, Spagna sempre più spesso si assiste a processi decisionali di politica sanitaria che tengono conto dei dati raccolti con valutazioni economiche. In ottobre il noto ente di Hta inglese, Nice, ha pubblicato le sue raccomandazioni relativamente all'impiego di defibrillatori impiantabili nei pazienti a rischio di morte improvvisa. Dopo un lungo processo di raccolta dati, che ha coinvolto società scientifiche e produttori , la Nice ha concluso che, date le evidenze in letteratura e il positivo impatto finanziario, l'utilizzo dei defibrillatori impiantabili può essere triplicato e quindi incrementato dagli attuali 17 impianti per milione di abitanti a 51. Spesso queste raccomandazioni vengono formulate tenendo conto della prospettiva dei Sistemi sanitari nazionali o regionali, ovvero dei cosiddetti finanziatori, i quali possono trarre vantaggio da una riduzione delle ospedalizzazioni totali, dalla riduzione della domanda di servizi sanitari territoriali, da un miglioramento del benessere generale del paziente. Il punto di vista dell'ospedale, cioè dell'erogatore, è tuttavia estremamente rilevante, in quanto è il vero decisore dell'adozione o meno di una determinata tecnologia a scopo terapeutico, è l'ente che si accolla l'onere finanziario di una scelta le cui ricadute positive andranno a favore del territorio. Il sistema di finanziamento a DRG attualmente in vigore non è, infatti, particolarmente adatto a recepire le innovazioni tecnologiche in ambito ospedaliero. D'altro canto, l'ospedale si trova oggi a giocare la partita del "quasi mercato" dell'assistenza sanitaria, ricercando vantaggi competitivi che passano anche attraverso l'adozione di alte tecnologie, a prescindere dal relativo livello di rimborso regionale, ma facendo i conti con i tetti d'istituto, le negoziazioni dei budget di reparto e il vincolo di bilancio. In questo ambito di valutazioni si inserisce lo studio in corso presso la cardiologia degli "Spedali Civili" di Brescia, di cui è primario il prof. Livio Dei Cas, con il quale si stanno valutando le conseguenze cliniche ed economiche, sul budget di reparto, dell'adozione di stimolatori biventricolari nel trattamento dello scompenso cardiaco. E' estremamente intuitivo come l'adozione da parte dell'ospedale di una tecnologia che modifichi profondamente lo stato di salute di un paziente cronico abbia un impatto enorme sulla domanda e sull'offerta assistenziale. Di fatto, per l'azienda ospedaliera si tratta di spostare risorse da un'assistenza prevalentemente medica a una chirurgia ad alto contenuto tecnologico. Così facendo a parità di costi totali si riduce drasticamente l'impegno a carico dell'intera struttura, si liberano risorse umane aumentando la produttività dell'azienda. La soddisfazione del paziente sale enormemente e così pure la sua percezione dell'immagine dell'istituto in cui è stato trattato. Il modello assistenziale si modifica radicalmente riducendo in modo drastico il ricorso all'ospedalizzazione ordinaria, soprattutto quella in emergenza ad alti costi, permettendo la gestione del paziente in regime ambulatoriale e di degenza giornaliera. E' evidente che il vantaggio di un simile approccio si riflette anche sul territorio e quindi sull'intero sistema. Questo è il tipo di valutazione che sempre più gli ospedali dovranno portare all'attenzione dei finanziatori al momento delle negoziazioni dei mix produttivi e dei tetti di spesa. Poter finanziare l'innovazione tecnologica significa spesso razionalizzare l'assistenza e permettere una più efficace programmazione sanitaria. E non si è nemmeno fatto cenno al fatto che ormai la maggior parte dei nuovi dispositivi impiantabili permette di assistere i pazienti a distanza con ricadute straordinarie per erogatori, finanziatori e soprattutto per i pazienti stessi.

Francesca Caprari
Responsabile economia sanitaria
Medtronic Italia


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