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DRG e SDO

La scheda di dimissione ospedaliera

Tratto da: "La scheda di dimissioni ospedaliera: manuale pratico di compilazione ed uso dello strumento informativo per la classificazione dei ricoveri per DRG/ROD"
M. Nonis, G. Corvino, A. Fortino - Il pensiero scientifico editore 1997

Affinché la Gestione del Servizio Sanitario sia efficiente ed efficace, è necessario che questa venga eseguita in maniera obiettiva e scientifica. Per poter far ciò sono state inserite la Cartella Clinica e La Scheda di Dimissione Ospedaliera le quali devono essere concordanti dato che la seconda può essere considerata un riassunto tecnico della prima.
I due supporti tecnici sopra citati sono molto importanti per i seguenti motivi:
Per avere un flusso informativo sull'assistenza erogata e sulle sue modalità in conformità alla Legge Nr. 382 del 1996 relativa alla ristrutturazione della rete ospedaliera;
Per avere un collegamento valido con il nuovo sistema di finanziamento basato sui D.R.G. (Diagnosis Related Group) o R.O.D. (Raggruppamento Omogeneo di Diagnosi).
Comunque, un elemento fondamentale per la riforma del S.S.N., all'interno della quale sviluppare questo nuovo flusso informativo, è la sua aziendalizzazione che implica la realizzazione di tre obiettivi:
  • Efficacia: correggere al meglio possibile il decorso naturale delle malattie e degli infortuni;
  • Efficienza: razionalizzare al meglio l'uso delle risorse umane, tecniche e finanziarie che si hanno a disposizione;
  • Appropriatezza: il paziente deve accedere al servizio adatto nel momento idoneo per la risoluzione del suo specifico problema.
Da un punto di vista normativo sono da ricordare il D.M. del 28/12/91 "Istituzione della scheda di dimissione ospedaliera" ed il D.M. del 26/7/93 "Disciplina del flusso informativo sui dimessi dagli istituti di ricovero pubblici e privati". Il primo individua 33 diverse informazioni che possono essere divise in 5 parti secondo un criterio amministrativo e di ripartizione funzionale del ricovero, in cui solo le prime quattro parti riguardano propriamente la degenza ordinaria.
Anagrafica dell'istituto di ricovero del paziente: riguarda i dati identificativi di paziente e ricovero nonché dell'istituto ove è avvenuta la degenza.
  • Denominazione dell'istituto di ricovero;
  • Stato civile;
  • Numero della SDO;
  • Luogo di residenza;
  • Cognome e nome del paziente;
  • Cittadinanza;
  • Sesso;
  • Codice sanitario individuale;
  • Data di nascita;
  • Regione di appartenenza;
  • Luogo di nascita;
  • USL di iscrizione.

Accettazione: fornisce informazioni sulle condizioni e sul motivo del ricovero del paziente nonché altri dati di tipo amministrativo e sul reparto di ricovero.
  • Regime di ricovero;
  • Provenienza del paziente;
  • Data di ricovero;
  • Tipo di ricovero;
  • Ora di ricovero;
  • Motivo del ricovero;
  • Reparto di ammissione;
  • Traumatismi e intossicazioni.
  • Onere della degenza;

Movimento interno e dimissione: viene compilata a cura della caposala del reparto e trasmessa all'amministrazione (ufficio spedalità), per la registrazione delle giornate di degenza e la loro attribuzione ai singoli reparti operanti nell'ospedale. Riguarda solo i ricoveri in regime ordinario. La parte relativa alla dimissione sono, invece, di competenza medica.
  • Trasferimenti interni;
  • Data di dimissione o morte;
  • Reparto di dimissione;
  • Modalità di dimissione;
  • Area funzionale di dimissione;
  • Riscontro autoptico.

Dati sanitari alla dimissione (parte sanitaria della SDO): riguarda la diagnosi alla dimissione e gli interventi compiuti.
  • Diagnosi principale alla dimissione;
  • Day Hospital: solo per regime day hospital.
  • Altre diagnosi alla dimissione;
  • Motivo del ricovero;
  • Intervento chirurgico principale o parto;
  • Numero di giornate di presenza.
  • Altri interventi e procedure.

N.B.: Ogni regione/provincia può modificare/integrare la SDO nazionale come ritiene più opportuno.

La parte sanitaria della SDO: le regole di codifica e gli strumenti di classificazione (ICD-9 e ICD-9-CM)
Il processo di acquisizione dei dati di questa parte è costituito da due momenti logico-temporali:
Regole di selezione: la selezione del problema o degli atti da segnalare sulla SDO e l'aderenza di questa operazione ai criteri uniformi che la governano;
Strumenti di codifica: l'uso di un codice alfanumerico. Secondo il DM Sanità del 26/7/93, la Diagnosi Principale (DP) di dimissione costituisce la condizione morbosa principale trattata o presa in esame durante il ricovero, ovvero la condizione morbosa che nel corso del ricovero ha comportato I più rilevanti problemi assistenziali e quindi ha assorbito la maggiore quantità di risorse in termini diagnostici e di trattamento
Ne deriva che: la definizione non è puramente clinica ma piuttosto clinico gestionale: ciò implica che per la corretta selezione si devono tener presenti elementi basati sulle risorse consumate per la soluzione o il trattamento dei diversi problemi; la diagnosi principale è unica: nella logica della definizione è uno il problema principale da risolvere e le altre patologie possono essere solamente considerate come concomitanti o complicanti il trattamento del problema principale.
Se più diagnosi hanno impegnato la stessa quantità di risorse, alcuni criteri per definire la DP sono i seguenti:
selezionare come diagnosi principale quella che è stata formulata per prima;
selezionare come diagnosi principale quella attinente al reparto di dimissione, nel caso di ricovero in più reparti;
selezionare la diagnosi principale correlata all'intervento chirurgico. Le altre diagnosi (AD), in numero variabile oltre la diagnosi principale, includono:
patologie concomitanti, senza rapporto causa-effetto con la diagnosi principale, definite talora come patologie associate, che sono le forme morbose che coesistono accanto alla malattia principale;
specificazioni della diagnosi principale, intese come complicanze di particolare rilievo della malattia di base di cui è chiaro un nesso causale, che sono anche definite diagnosi complicanti o diagnosi secondarie;
complicazioni di altra natura insorte durante il ricovero che non esistevano al momento dell'ingresso nel reparto (ad esempio infezioni ospedaliere);
sintomi e segni impegnativi sotto il profilo assistenziale. Sempre secondo il DM Sanità del 26/7/93, sulla SDO deve essere descritta la procedura chirurgica effettuata durante il ricovero. Nel caso in cui siano stati effettuati più interventi, va selezionata e codificata come principale quella che ha comportato il maggior peso assistenziale ed il maggior consumo di risorse e/o maggiormente correlata con la diagnosi principale di dimissione.
Per classificare gli interventi si fa riferimento alla Classificazione degli interventi chirurgici delle procedure diagnostico terapeutiche, traduzione italiana del 3° volume dell'ICD-9D (International Classification of Diseases, 9th revision, Clinical Modification).
Per quanto riguarda le modalità di dimissione, deve essere specificata l'evenienza di:
  • decesso;
  • dimissione protetta;
  • dimissione ordinaria a domicilio;
  • dimissione volontaria, contro parere dei sanitari;
  • trasferimento ad altro istituto per riabilitazione e/o lungodegenza post-acuzie;
  • trasferimento al altro istituto per acuti.

Uniform Hospital Discarge Data Set (UHDDS)
La UHDDS corrisponde sostanzialmente alla SDO italiana anche se presenta delle differenze molto importanti. i punti focali dell'esperienza statunitense possono essere così sintetizzati: le regole di codifica nascono dalla collaborazione tra le società scientifiche e alcuni soggetti istituzionali e vengono pubblicate trimestralmente;
la regolamentazione ed i contributi alla discussione sono fatti a livello nazionale, con disposizioni che valgono per tutti, indipendentemente da specificità locali e regionali;
in USA sono ossessionati dall'aggiornamento trasparente dell'ICD-9-CM e del sistema di classificazione DRG con i relativi pesi e tariffe uguali per tutta la nazione. Da questo si evince che l'esperienza statunitense, con tutti i suoi limiti, ha comunque il pregio di aver previsto e perseguito un modello fondato sulla coerenza interna del sistema del pagamento prospettico, in tutti i suoi settori, e della sua validazione e trasparenza nei diversi ambiti locali, siano essi gli stati dell'unione o singoli ospedali.
Di contro bisogna notare come in Italia le linee guida sono state redatte a livello regionale e sono in alcuni casi contrastanti, con l'ovvio pericolo che casi di ricovero simili abbiano un DRG diverso (con diversa tariffa) a seconda del luogo in cui la prestazione sia stata compiuta, con problemi pressoché insormontabili per l'omogeneità e l'equità dell'applicazione del sistema di pagamento per prestazione. Secondo l'UHDDS la DP è definita come quella condizione identificata alla dimissione come maggiormente responsabile per il ricovero del paziente in ospedale. Per la definizione della DP le indicazioni per la codifica contenute nei manuali dei tre volumi dell'ICD-9-CM vanno considerate con assoluta precedenza su ogni altra linea guida.
Le Altre Diagnosi (AD) vengono, invece, definite come tutte le condizioni rilevabili all'atto del ricovero o sviluppatesi successivamente che hanno modificato l'iterdiagnostico-terapeutico e/o la durata del ricovero in oggetto.
Ai fini della scelta di inclusione nell'UHDDS e della codifica, la definizione di AD va interpretata come un'ulteriore condizione morbosa considerata durante il ricovero, in quanto ha richiesto, in alternativa:
  • una valutazione clinica;
  • un allungamento della permanenza del paziente in ospedale;
  • un trattamento terapeutico;
  • una particolare assistenza infermieristica e/o monitoraggi.
  • delle procedure diagnostiche;

Le seguenti linee guida vanno utilizzate per la definizione delle AD quando i manuali ICD-9-Cm non forniscano indicazioni.
La lista delle diagnosi nella scheda nosologica è di responsabilità del medico curante.

Gli strumenti per la classificazione: l'ICD-9 e l'ICD-9-CM
Si tratta di un sistema di classificazione e di codifica che consente la registrazione sistematica dei dati di mortalità e di morbosità, attraverso la traduzione in codici numerici (classificazione principale) o alfanumerici (classificazioni supplementari "E", "M", "V") dei termini in cui sono formulate le diagnosi di malattia o gli altri problemi relativi alle condizioni di salute.
L'Italia ha adottato tale classificazione rivisitandola in due volumi strutturati in questo modo:
  • Primo Volume
  • introduzione;
  • la classificazione sistemica dell'ICD-9 suddivisa in 17 settori, in base all'eziologia o all'organo colpito, e distinta in categorie a 3 cifre (001-999) e sottocategorie a 4 cifre (001.0-999.9);
  • le classificazioni internazionali supplementari e speciali che comprendono i codici "E", che non si usano, i codici "M", che non si usano, ed i codici "V", fattori che influenzano lo stato di salute ed il ricorso ai servizi sanitari, che invece si usano.
Secondo volume: organizza le diverse malattie in ordine alfabetico e riporta per ciascuna denominazione di malattia i relativi sinonimi e le condizioni di esclusione.

Settori e categorie dell'ICD-9 (codici a 3/4 cifre)

Sett. Descrizione Categorie
I Malattie Infettive e Parassitarie 001 -139
II Tumori 140 - 239
III Malattie Endocrino-Metaboliche, ecc. 240 - 279
IV Malattie Sangue e Organi Ematopoietici 280 - 289
V Disturbi Psichici 290 - 319
VI Malattie Sistema Nervoso e degli Organi di Senso 320 - 389
VII Malattie Cardiovascolari 390 - 459
VIII Malattie Respiratorie 460 - 519
IX Malattie dell'Apparato Digerente 520 - 579
X Malattie dell'Apparato Genito-Urinario 580 - 629
XI Gravidanza, Parto e Puerperio 630 - 676
XII Malattie della Pelle e del Tessuto Sottocutaneo 680 - 709
XIII Malattie Osteo-Muscolari e del Tessuto Connettivo 710 - 739
XIV Malformazioni Congenite 740 - 759
XV Condizioni Morbose Perinatali 760 - 779
XVI Sintomi e Segni Mal definiti 780 - 799
XVII Traumatismi e Avvelenamenti 800 - 999
"V" Classificazione Supplementare V01 - V82

Alcune notazioni per la corretta attribuzione dei codici inserite dall'ISTAT:
  • codici croce o spada † e codici asterisco *. L'ICD-9 prevede per un certo numero di forme morbose un doppio codice. Entrambi i codici sono validi ma uno è accentrato sull'eziologia (†), l'altro sulla manifestazione d'organo (*). Quest'ultimo non dovrebbe essere utilizzato per la DP;
  • parentesi quadre '[ ]'. Racchiudono sinonimi, parole alternative o frasi esplicative;
  • parentesi tonde '( )'. Racchiudono dei termini che possono figurare o meno nella formulazione della diagnosi ma che comunque non modificano il codice assegnatole;
  • due punti ':'. Le patologie seguite da questo segno sono incomplete in se stesse e vanno completate dai termini che seguono o che precisano il codice. Ciò significa che bisogna identificare la patologia con due codici;
  • codice seguito da trattino '-'. Si ritrova nel secondo volume, indice alfabetico, e indica che non si tratta di un codice ma di una categoria e bisogna scegliere il codice, specificando la IV cifra.
  • NAS significa "non altrimenti specificato";
  • SAI significa "senza altre indicazioni";
  • o NIA significa "non indicato altrove".
N.B.: La differenza sostanziale tra il sistema di codifica ICD-9 e l'ICD-9-CM è che nel secondo dei codici sono stati esplosi con l'aggiunta di una quarta e di una quinta cifra, il che comporta un maggiore dettaglio tanto che è questo sistema che viene seguito dai programmi software per la classificazione dei pazienti (tra cui il sistema di attribuzione dei DRG).

Il volume per la codifica degli interventi e delle procedure diagnostico-terapeutiche
Il volume è composto di due parti, la prima sistematica, la seconda è invece un indice in ordine alfabetico.
I capitoli (settori) della parte sistemica sono 16 schematizzati nella seguente tabella:

Sett. Organo/Apparato Descrizione
1 Sistema Nervoso 06 - 07
2 Apparato Endocrino 08 - 16
3 Occhio 08 - 16
4 Orecchio 17 - 20
5 Naso, Bocca, Faringe 21 - 29
6 Apparato Respiratorio 30 - 34
7 Apparato Cardiovascolare 35 - 39
8 Sistema Ematopoietico-Linfatico 40 - 41
9 Apparato Digerente 42 - 54
10 Apparato Urinario 55 - 59
11 Apparato Genitale Maschile 60 - 64
12 Apparato Genitale Femminile 65 - 71
13 Ostetricia 72 - 75
14 Apparato Muscolo Scheletrico 76 - 84
15 Apparato Tegumentario 85 - 86
16 Miscellanea di Procedure 87 - 99

I codici dell'intervento/procedura sono di 3 o 4 cifre e sono distinti in: sezioni (prime due cifre), categorie (terza cifra), sottocategorie (quarta cifra).
Nel caso in cui siano state effettuate nel corso del ricovero diverse procedure chirurgiche, va selezionata e codificata come principale quella che ha comportato il maggior peso assistenziale ed il maggior consumo di risorse e/o maggiormente correlata con la diagnosi principale di dimissione. Naturalmente, è importante ricordare che se le codifiche non sono determinate con precisione, anche la SDO si svuota di significato. Per questo motivo, generalmente, si propone la seguente Check.list per la verifica della qualità delle codifiche.

1. La Scheda di Dimissione Ospedaliera
è compilata per tutti i reparti
è compilata in modo completo (tutti i campi)
da quale mese ed anno i dati completi sono informatizzati

2. I Responsabili e Procedure delle Operazioni di Codifica
chi codifica
dove si codifica
addestramento all'uso dei codici ICD-9 e ICD-9-CM
uso di terminologia controllata e definita (DP, AD, interventi e procedure)

3. L'uso dei Codici
uso dell'ICD-9 o dell'ICD-9-CM per le diagnosi
completezza dei campi da codificare
la codifica dei campi è completa di tutte le cifre richieste

4. La verifica della qualità delle informazioni
esistono procedure di revisione dei dati cartellari
esistono procedure di revisione dei codici attribuiti
esistono report sui principali errori o incompletezze rilevati
esistono report sulla qualità della codifica (quali: numero medio di diagnosi...)

Analisi ed uso della Classificazione Internazionale delle Malattie, 9a revisione, modificazione clinica (ICD-9-CM)
Il concetto di revisione ed adattamento della classificazione internazionale delle malattie per l'uso nelle statistiche ospedaliere fu inizialmente sviluppato in risposta al bisogno di uno strumento maggiormente efficiente per l'archiviazione ed il reperimento di dati di diagnosi per i ricoveri,
La definizione di "modificazione clinica" fu adottata per sottolineare l'intento dell'adattamento per gli usi clinici e di ricerca di dati negli ospedali e in altre strutture sanitarie, così come per le statistiche sanitarie di morbosità e di mortalità del Paese.
Il sistema tuttora in uso è stato adottato nel 1979 e a partire dal 1986 vi è un aggiornamento annuale e nel 1988 c'è stato un aggiornamento straordinario riguardo la codifica dell'AIDS e delle infezioni da HIV.
Il manuale è suddiviso in 17 settori (in inglese chapter) la cui struttura è così descritta.

Settore I: malattie infettive e parassitarie (001 - 139)
È uno dei pochi capitoli improntati ad un criterio eziologico piuttosto che di manifestazione d'organo. Vi sono comprese tutte le patologie ad eziologia infettiva o di probabile natura infettiva. Eccezioni rilevanti sono costituite da alcune infezioni localizzate quali:
le meningiti, sia batteriche che virali, che sono poste anche all'inizio del settore VI (codici 320 - 322);
le infezioni dell'apparato respiratorio e al sindrome influenzale, che si trovano nel settore VIII (codici 460 - 466 e 486).
L'asse portante della classificazione di questo capitolo è costituito dall'identificazione del microrganismo responsabile dell'infezione. Un codice aggiuntivo di un altro settore (d'organo) può essere utilizzato quando la malattia non è considerata facilmente trasmissibile.
In tale settore tre sono state le specifiche principali introdotte dalla versione CM:
  • per la tubercolosi (codici categorie 010 - 018)
  • per le infezione da HIV (codici categorie 042 - 044)
  • per l'epatite virale (categoria 070).

Settore II: neoplasie (140 - 239)
La codifica delle condizioni neoplastiche richiede una buona conoscenza della terminologia medica specifica. Tutte le neoplasie sono codificate nel secondo settore della classificazione ai codici 140 - 239.
Anche nell'ICD-9-CM compare, nel secondo volume (indice alfabetico), alla voce "neoplasms" una tabella del tutto analoga a quella dell'ICD-9 alla voce "tumori". Questa tabella fornisce i codici delle neoplasie, a seconda della loro natura, per ciascun sito anatomico. Per ogni sede, in particolare vengono forniti sei codici per le seguenti possibilità:
  • neoplasia maligna primaria;
  • neoplasia maligna secondaria;
  • carcinoma in sito (incluso il morbo di Bowen, l'eritroplasia e l'eritroplasia di Queyrat, ma esclusa la leucoplachia);
  • neoplasia benigna;
  • neoplasia di natura incerta (morfologicamente certe ma non prevedibili dal punto di vista evolutivo);
  • neoplasie di natura non specificata incerte anche dal punto di vista morfologico).
L'ICD-9-CM classifica le neoplasie per tipo isologico in accordo con la sede di origine con l'eccezione dei tumori linfatici ed emopoietici, del melanoma maligno della pelle, del lipoma e di pochi tumori comuni delle ossa, utero, ovaie, ecc. Tutti gli altri tumori sono classificati per sistema od apparato, organo o sede.
L'esistenza di queste eccezioni fa sì che sia opportuno consultare per prima la tabella alfabetica del secondo volume e quindi la classificazione sistematica del primo volume.

Settore III: malattie delle ghiandole endocrine, della nutrizione, del metabolismi e disturbi immunitari (240 - 279)
Da questo settore sono escluse le patologie endocrino-metaboliche del feto e del neonato, i cui codici sono compresi tra 775.0 e 775.9 del settore XV, alcune condizioni perinatali.
Nel caso della tiroide (codice 242) è prevista, inoltre, una quinta cifra legata alla presenza o meno di crisi tireossica in atto.

Settore IV: malattie del sangue e degli organi ematopoietici (280 - 289)
Nell'ICD-9 questo settore è particolarmente datato e mal si adatta alle moderne conoscenze di ematologia, per cui si è in presenza di codici non esattamente corrispondenti alle classificazioni cliniche in uso. Nell'ICD-9-CM si è provveduto alla modernizzazione, soprattutto attraverso un'analitica inclusione nei codici di entità nosologiche in uso. Rimane presente, però, una certa inadeguatezza dell'impianto generale.

Settore V: malattie e disturbi psichiatrici (290 - 319)
Nel corrispondente settore dell'ICD-9 i codici sono accompagnati da un glossario che specifica meglio il contenuto di ciascuna categoria. Vi è specificatamente indicato che è la breve descrizione, più che la definizione del codice, che deve essere usata dagli psichiatri per la selezione del codice di diagnosi. Il quinto settore dell'ICD-9-CM presenta invece la stessa struttura topografica delle altre parti della classificazione sistematica, con le indicazioni delle inclusioni e delle esclusioni, omettendo il glossario che viene inserito in un'appendice del primo volume.
Vengono qui incluse, oltre alle patologie psichiatriche propriamente dette, gli abusi e le dipendenze da alcol e droghe, nonché le deviazioni del comportamento sessuale.

Settore VI: malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (320 - 389)
Il sesto settore comprende patologie riferibili a più ambiti specialistici e d'organo.
Le peculiarità principali sono le seguenti:
  • sistema nervoso: per le meningiti e le encefaliti, prime categorie del settore, la segnalazione dell'agente eziologico va effettuata con categorie del primo settore ed esiste la specifica prescrizione di codificare quest'ultima come diagnosi principale;
  • occhio ed annessi, orecchio e mastoide: l'ICD-9-CM prevede un'ulteriore specificazione della codifica per quasi tutte le categorie delle patologia in oggetto sino alla quinta cifra rispetto all'ICD-9.


Settore VII: malattie del sistema cardiocircolatorio (390 - 459)
Si tratta di uno dei settori maggiormente revisionati per l'importanza e la frequenza di questo tipo di affezioni. In questo settore sono comprese le patologie dei circoli periferici, quali quelle del circolo polmonare (categorie 415 - 417), cerebrovascolare (430 - 438) e quelle genericamente riferibili alla struttura dei vasi arteriosi, venosi e linfatici (da 440 in poi).in tale settore bisogna ricordare che è stato fatto un forte ricorso alla quinta cifra di specificazione, inoltre, vi sono alcuni codici che segnalano una complicazione cardiovascolare che determina l'assegnazione al DRG 121 anziché al DRG 122 (nel caso di patologie complicanti l'infarto acuto del miocardio) o al DRG 124 anziché al DRG 125 (per altre patologie cardiovascolari).

Settore VIII: malattie dell'apparato respiratorio (460 - 519)
In questo settore ritroviamo le patologie infettive dell'apparato respiratorio che non erano considerate nel primo settore. In particolare le infezioni acute respiratorie (460 - 466), le altre malattie delle prime vie respiratorie (470 - 478), le polmoniti e la sindrome influenzale (480 - 487).
Bisogna altresì ricordare che i codici di manifestazioni di organo, come quelli appartenenti alla categoria 484, ma anche alla 517, non sono considerati accettabili come DP, ma possono costituire condizioni complicanti se inserite tra le altre diagnosi.

Settore IX: malattie dell'apparato digerente (520 - 579)
Il nono settore può essere suddiviso, secondo un criterio prettamente anatomico, nelle seguenti sottoclassi:
  • malattie della cavità orale, delle ghiandole salivari e dei mascellari (520 - 529);
  • malattie dell'esofago, stomaco e duodeno (530 - 537);
  • malattie dell'appendice (540 - 543);
  • ernie addominali (550 - 553);
  • enteriti e coliti non infettive (555 - 558);
  • altre malattie intestinali e del peritoneo (560 - 569);
  • altre malattie dell'apparato digerente (570 - 579).
Da notare, inoltre, come vi sia un forte ricorso all'uso della quinta cifra in ambito odontoiatrico e per la malattia peptica.

Settore X: malattie dell'apparato genitourinario (580 - 629)
Tale settore comprende le patologie non neoplastiche dell'apparato urinario, dell'apparato genitale maschile e dell'apparato genitale femminile. Può essere suddiviso in sottoclassi:
  • nefrite, sindromi nefrosica e nefrosi (580 - 589);
  • altre malattie dell'apparato urinario (590 - 599);
  • malattie dell'apparato genitale maschile (600 - 608);
  • malattie della mammella (610 - 611);
  • malattie infiammatorie della pelvi femminile (614 - 616);
  • altre malattie dell'apparato genitale femminile (617 - 629).


Settore XI: complicazioni della gravidanza, del parto e del puerperio (630 - 677)
Una prima ripartizione del capitolo prevede:
  • gravidanza ectopica e mola vescicolare (630 - 633);
  • aborti (634 - 639);
  • complicazioni correlate alla gravidanza (640 - 648);
  • parto normale e indicazioni per l'assistenza in gravidanza, travaglio e parto (650 - 659);
  • complicazioni del travaglio e del parto (660 - 669);
  • complicazioni del puerperio (670 - 676).
Alcune particolarità:
solo nel caso in cui il ricovero sia stato effettuato per diversa patologia e ci sia stato un riscontro casuale di gravidanza, può essere utilizzato tra le AD il codice V22.2, reperto accidentale di gravidanza;
i codici di questo settore si riferiscono a condizioni materne e non devono essere utilizzati per la SDO del neonato;
le categorie 640-676 e 651-676 hanno una quarta cifra che identifica meglio il tipo di complicazione, mentre la quinta cifra informa sul tempo del ricovero nella storia ostetrica, come segue:
0. fase della storia ostetrica non specificata (non accettabile per ricoveri ospedalieri);
1. con parto, con menzione o meno di condizioni ante partum;
2. con parto, con menzione di complicazioni post partum;
3. condizione o complicazione ante partum in un ricovero senza parto;
4. condizione o complicazione post partum quando il parto è avvenuto in un ricovero precedente.

Settore XII: malattie della pelle e del tessuto sottocutaneo (680 - 709)
Questo settore tratta delle malattie della pelle e del tessuto sottocutaneo secondo la seguente suddivisione:
  • infezioni della pelle e del tessuto sottocutaneo (680 - 686);
  • altre infiammazioni della pelle e del tessuto sottocutaneo (690 - 698);
  • altre malattie della pelle e del tessuto sotto cutaneo (700 - 709).

Settore XIII: malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (710 - 739)
Questo settore descrive le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, con l'esclusione delle patologie neoplastiche, infettive e di quelle traumatiche, che sono trattate nei capitoli specifici. La trattazione della nosologia è suddivisa nelle seguenti subclassi:
  • artropatie e patologie correlate (710 - 719);
  • dorsopatie (720 - 724);
  • reumatismo, escluso il dorso (725 - 729);
  • osteopatie, condropatie e deformità muscoloscheletriche acquisite (739 - 739).


Settore XIV: malformazioni congenite (740 - 759)
In questo settore troviamo una classificazione che procede principalmente per organo coinvolto (anche se in alcuni casi è necessario aggiungere codici di altri settori) ed è così strutturato:
  • malformazioni congenite del sistema nervoso centrale (740 - 742);
  • malformazioni congenite dell'occhio (743);
  • malformazioni congenite dell'orecchio, faccia e collo (744);
  • malformazioni congenite del cuore e dell'apparato circolatorio (745 - 747);
  • malformazioni congenite dell'apparato respiratorio (748);
  • malformazioni congenite dell'apparato digerente (749 - 751);
  • malformazioni congenite dell'apparato genitourinario (752 - 753);
  • malformazioni congenite osteomuscolari (754 - 756);
  • malformazioni congenite dei tegumenti (757);
  • anomalie cromosomiche (758);
  • altre non specificate malformazioni genetiche (759).


Settore XV: alcune condizioni morbose di origine perinatale (760 - 779)
In questo settore i codici sono speculari a quelli del settore della gravidanza, parto e puerperio e servono a descrivere esclusivamente il ricovero del neonato. Non devono mai essere utilizzati nella scheda nosologica della madre, ma solo in quella del piccolo paziente.
Il settore può essere suddiviso nelle seguenti subclassi:
  • cause materne di mortalità e morbosità perinatale (760 - 763);
  • disturbi della crescita (764 - 765);
  • altre condizioni morbose del periodo perinatale (766 - 779).
I codici delle categorie 760-763 devono essere utilizzati solo per la SDO del neonato anche se si riferiscono a condizioni strettamente correlate a quelle della madre.
L'ICD-9-CM ha introdotta per le categorie 764 e 765 la quinta cifra per la descrizione del peso alla nascita (non al ricovero), un'informazione fondamentale per l'uso delle risorse in neonatologia dato che si è rilevato che possono esistere differenza anche di 150 volte a seconda del diverso peso dei "prematuri".

Settore XVI: sintomi, segni e stati morbosi maldefiniti (780 - 799)
Questo è un settore molto delicato e, di norma, i suoi codici non dovrebbero essere utilizzati per al diagnosi principale. Le situazioni in cui è ammissibile selezionare una DP con codici di questo settore sono riconducibili a due tipologie:
  • quando ci sono più ipotesi diagnostiche che possono spiegare un sintomo;
  • quando non esistono diagnosi che possono giustificare il sintomo trattato durante il ricovero.
I codici di questo settore possono invece essere utilizzati tra le AD, per segnalare la rilevanza di un sintomo o segno quando questo non è strettamente integrante di un processo patologico designato come principale.

Settore XVII: traumatismi ed avvelenamenti (800 - 999)
Questo è il settore più corposo e comprende i traumi, gli avvelenamenti e le complicazioni da cure mediche e chirurgiche.
In questo settore si è fatto molto uso della quinta cifra (soprattutto la categoria 996) a diversi livelli di specificazione e si consiglia, in caso di traumatismi multipli, di utilizzare come DP quella più grave.
Vediamo quali sono i raggruppamenti presenti:
  • fratture del cranio (800 - 804);
  • fratture del collo e del tronco (805 - 809);
  • fratture dell'arto superiore (810 - 819);
  • fratture dell'arto inferiore (820 - 829);
  • lussazioni (830 - 839;
  • distorsioni e distrazioni di articolazioni e muscoli adiacenti (840 - 848);
  • traumi cranici eccetto fratture (850 - 854);
  • traumi intratoracichi, intraddominali e intrapelvici (860 - 869);
  • ferite di capo, collo e tronco (870 - 879);
  • ferite dell'arto superiore (880 - 887);
  • ferite dell'arto inferiore (890 - 897);
  • traumi dei vasi sanguigni (900 - 904);
  • postumi di traumatismi, avvelenamenti, effetti tossici e da altre cause esterne (905 - 909);
  • traumi superficiali (910 - 919);
  • contusioni senza soluzioni di continuo (920 - 924);
  • schiacciamenti (925 - 929);
  • effetti di corpi estranei penetrati attraverso orifizi naturali (930 - 939);
  • ustioni (940 - 949);
  • traumi dei nervi e del midollo spinale (950 - 957);
  • alcune complicazioni dei traumatismi e traumi non specificati (958 - 959);
  • avvelenamenti da farmaci, medicamenti e prodotti biologici (960 - 979);
  • effetti tossici di sostanze di origine principalmente non medicamentosa (980 - 989);
  • altri e non specificati effetti da cause esterne (990 - 995);
  • complicazioni di cure mediche e chirurgiche non classificate altrove (996 - 999).

La classificazione supplementare "V": fattori che influenzano lo stato di salute e il ricorso ai servizi sanitari (V01 - V82)
Questa classificazione supplementare è stata concepita per codificare i motivi di ricorso ai servizi sanitari e di ricovero ospedaliero, nello specifico caso della SDO, che non siano propriamente diagnosi o problemi classificabili nella sezione sistemica dell'ICD-9-CM. L'uso dei codici "V" è richiesto principalmente nelle situazioni seguenti:
quando una persona, non ammalata, ricorre ai servizi sanitari per motivi quali il dono di un organo (rene o midollo osseo), per somministrazione di vaccini, per screening o per consulto: con l'eccezione della donazione, queste pratiche non interessano i degenti, ma possono essere relativamente più frequenti per i pazienti ambulatoriali, nella pratica degli studi professionali ed in generale per l'area dell'assistenza medica extra-ospedaliera;
in caso di persone con patologia (generalmente cronico-degenerativa) in atto, in cui il ricorso all'ospedale è legato alla somministrazione di uno specifico trattamento o di una particolare indagine, eseguibili solo in costanza di ricovero. La degenza assume ovviamente un significato diverso da quella legata alla prima diagnosi o a complicazioni della malattia di base non prevedibili e costanti. Casi tipici sono la dialisi, per l'insufficienza renale cronica, o il ciclo di chemioterapia antiblastica;
quando determinate patologie hanno influenzato lo stato di salute del paziente e, pure se si sono risolte, provocano una diversa attenzione da parte del medico, anche se il problema in atto non è correlato a quello passato. Tipici sono lo stato di portatore di malattia infettiva, di valvola cardiaca artificiale o il dato anamnestico di pregressa neoplasia maligna.
Da quello che si è detto, si evince che questi codici, eccezion fatta per alcuni legati alla seconda ipotesi, vengono di norma utilizzati per le diagnosi secondarie.
Il terzo volume dell'ICD-9-CM: la classificazione degli interventi chirurgici e delle procedure diagnostico-terapeutiche (01-99)
La classificazione degli interventi e procedure diagnostiche (terzo volume) contiene, in un unico volume, una parte sistematica e l'elenco alfabetico delle voci. la parte sistematica si compone di due settori, di cui il primo (sezioni da 01 a 86) include prevalentemente gli interventi chirurgici maggiori, mentre il secondo settore (sezioni da 87 a 99) le procedure diagnostiche o terapeutiche strumentali.

Sett. Organo/Apparato Descrizione
1 Sistema Nervoso 06 - 07
2 Apparato Endocrino 08 - 16
3 Occhio 08 - 16
4 Orecchio 17 - 20
5 Naso, Bocca, Faringe 21 - 29
6 Apparato Respiratorio 30 - 34
7 Apparato Cardiovascolare 35 - 39
8 Sistema Ematopoietico-Linfatico 40 - 41
9 Apparato Digerente 42 - 54
10 Apparato Urinario 55 - 59
11 Apparato Genitale Maschile 60 - 64
12 Apparato Genitale Femminile 65 - 71
13 Ostetricia 72 - 75
14 Apparato Muscolo Scheletrico 76 - 84
15 Apparato Tegumentario 85 - 86
16 Miscellanea di Procedure 87 - 99

All'interno di ciascuna sezione, il sistema dei codici ha una struttura a 2+2 cifre, di cui le prime due indicano generalmente un organo o una sua parte, mentre le due cifre successive possono specificare con maggiore precisione la sede dell'intervento e/o indicarne il tipo. Vi sono tuttavia anche codici a tre cifre (2+1), per designare interventi ben definiti che non necessitano di ulteriori specificazioni.
Il secondo settore della classificazione, dedicato esclusivamente alle procedure diagnostiche e terapeutiche, è suddiviso in:
  • procedure radiologiche (87 - 88);
  • esami e test funzionali (89);
  • esami microbiologici, citologici, istologici (90 - 91);
  • medicina nucleare (92);
  • terapia fisica, riabilitazione motoria e respiratoria (93);
  • test psicologici (94);
  • trattamenti diagnostici, oftalmologici e otorinolaringoiatrici (95);
  • intubazioni ed irrigazioni non operatorie (96);
  • rimozioni e sostituzioni di protesi (97);
  • rimozioni non operatorie di corpi estranei e di calcoli (98);
  • altri interventi non operatori (incluso trasfusioni, vaccinazioni, ecc.) (99).
Le principali abbreviazioni, simboli e termini convenzionali utilizzati nella versione italiana sono i seguenti:
NAS non altrimenti specificato
SAI senza altra indicazione
[ ] include sinonimi o termini esplicativi
( ) include termini che possono essere presenti o assenti nella descrizione dell'intervento perché non implicano una variazione nella scelta del codice
Escluso gli interventi o le procedure che seguono tale termine devono essere classificati con il codice riportato tra parentesi perché non sono compresi nella descrizione del codice in esame
Incluso raggruppa ulteriori specificazioni o esempi degli interventi e procedure che devono intendersi compresi con quel codice
Codificare anche questa istruzione viene usata per segnalare la necessità di codificare:
ogni fase di un intervento eseguito in unico momento operatorio
l'utilizzo di ulteriori procedure o attrezzature
Alcune particolarità da ricordare:
  • il carattere corsivo è usato per le note delle voci da escludere;
  • esistono codici che descrivono l'approccio chirurgico all'intervento, perciò è necessario, nella scelta del codice, porre attenzione alla distinzione fra intervento che viene praticato a cielo aperto oppure per via endoscopica o laparoscopica;
  • esistono codici diversi che descrivono tecniche diverse di esecuzione dello stesso intervento;
  • ci sono interventi che necessitano di più codici per la loro corretta descrizione (codificare anche);
  • nella codifica delle biopsie occorre fare attenzione alla distinzione fra biopsie endoscopiche e non, soprattutto per quanto riguarda le biopsie eseguite in corso di intervento chirurgico. Non devono essere codificate le biopsie che avvengono nel corso della seduta operatoria sull'organo oggetto dell'intervento; vanno invece segnalate le biopsie che non riguardano l'organo aggredito, scegliendo il codice che specifica l'approccio a cielo aperto;
in caso di più interventi e/o procedure indicati nello stesso ricovero, i seguenti criteri devono essere utilizzati per la scelta della sequenza corretta:
  • in presenza di più interventi chirurgici selezionare come principale l'intervento chirurgico che, fra tutti quelli che sono stati eseguiti durante il ricovero, è massimamente correlato alla diagnosi principale di dimissione e, comunque, quello che ha richiesto maggiore attenzione da parte dei sanitari, impegnando il più elevato quantitativo di risorse;
  • nel caso siano presenti sia interventi chirurgici sia procedure, indicare sempre prima gli interventi e lasciare la codifica delle procedure ai campi restanti;
nell'eventualità in cui il paziente subisca un ricovero per una patologia importante, da segnalare comunque come diagnosi principale di dimissione, e nel contempo venga sottoposto ad intervento chirurgico per altra patologia, non si deve mai cambiare la diagnosi principale di dimissione per giustificare l'intervento chirurgico, che deve comunque essere riportato;
  • nel caso in cui siano presenti più interventi e/o procedure oltre ai campi disponibili, la scelta della priorità di segnalazione è lasciata al medico che dimette il paziente, secondo i criteri sopra visti. Un ulteriore elenco di regole da seguire nella scelta clinica dei codici da utilizzare è il seguente:
  • hanno la priorità interventi chirurgici a cielo aperto, seguiti da quelli eseguiti con procedura endoscopica e/o laparoscopica;
  • seguono le procedure diagnostiche interventistiche;
  • seguono le procedure diagnostiche in senso stretto con o senza biopsia presenti nella parte di manuale che comprende i codici sino all'86.99;
tra i codici oltre l'86.99 ve ne sono 10 che hanno la stessa priorità degli interventi chirurgici eseguiti per via endoscopica o laparoscopica dal momento che creano gruppi diagnostici (DRG) chirurgici. Essi sono:

87.53 colangiografia intraoperatoria
88.52 angiocardiografia del cuore destro
88.53 angiocardiografia del cuore sinistro
88.54 angiocardiografia del cuore sinistro e destro
88.55 angiocardiografia coronarica con catetere singolo
88.56 angiocardiografia coronarica con due cateteri
88.57 altra e non specificata arteriografia coronarica
88.58 roentgengrafia cardiaca per contrasto negativo
92.27 impianto/inserzione di elementi radioattivi
95.04 esame dell'occhio in anestesia

nel caso in cui rimangano liberi campi di segnalazione e vengano eseguite procedure riconducibili ai codici contenuti nella miscellanea, fra queste dare la priorità alle indagini più invasive e/o più impegnative.


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